Giovedì

Posted in Narratio continua, poetry and songs on November 5, 2009 by dissociata

Mi districo nel traffico cittadino. Nelle mie orecchie risuona Falla Girare.

Schivo le macchine dalle strisce pedonali.

Ho freddo alle mani perchè non trovo i guanti.

Ma nulla è più freddo di te.

Nemmeno l’inferriata del mio cancello in questa gelida serata di novembre.

Dentro di me oggi canta una poesia di Verlaine.

Il titolo mi sfugge. Ma è bella.

Vedo lei che si accascia sulla mia gonna di pizzo nera, e dorme.

Beata lei che tutto il giorno dorme!

A volte vorrei

dormire per un po’

e poi svegliarmi e ricominciare tutto da capo.

So was I once myself a swinger of birches;
And so I dream of going back to be.
It’s when I’m weary of considerations,
And life is too much like a pathless wood
Where your face burns and tickles with the cobwebs
Broken across it, and one eye is weeping
From a twig’s having lashed across it open.
I’d like to get away from earth awhile
And then come back to it and begin over.

R. Frost

Vorrei… (parte 2)

Posted in Narratio continua on November 3, 2009 by dissociata

… qualcuno che mi tenesse per mano mentre cammina con me sul lungolago.

Qualcuno che mi spostasse i capelli dal viso prima di baciarmi.

Qualcuno che mi baciasse ovunque, dietro ai cartelloni pubblicitari, davanti alle chiese, a fianco agli alberi. Sui balconi delle case, ai tavoli del bar, davanti ai professori dell’università. In macchina, sui prati sotto il sole d’autunno, sui tetti sotto la luna estiva, all’ombra dei salici, dei cespugli, al cospetto dei morti e davanti ai bambini.

Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout
Contre les portes de la nuit…

Qualcuno che sapesse dipingere in me un quadro fatto dei suoi pregi e dei suoi difetti.

Qualcuno che per me sapesse raccogliere le più belle foglie d’autunno, i più profumati fiori di primavera, la più fredda neve d’inverno e i più succosi frutti d’estate.

Qualcuno che amasse il viaggio, che amasse il mondo, che volesse vederlo tutto con i suoi occhi e quando l’avesse visto tutto, non esitasse a rivederlo per scoprire che altri tesori potrebbe nascondere.

Qualcuno che sapesse farmi del male quando serve, ma che prima di tutto sapesse amarmi,

amarmi come nessuno mai mi ha amata e saprà mai amarmi.

Ma l’impietoso sole di novembre
mi scaglia sul viso le sue foglie morte,
mi raffredda le ossa con i suoi venti
caldi e freddi
e il fumo delle mie sigarette mi vola negli occhi,
finchè nulla riesco a vedere
se non l’impietoso sole di novembre
che cala sul lago.
E dorme.

Lago di Garda

Tramonto sul Lago di Garda

Monday, Monday

Posted in Narratio continua on November 2, 2009 by dissociata

Monday Monday, can’t trust that day,
Monday Monday, sometimes it just turns out that way
Oh Monday morning, you gave me no warning of what was to be
Oh Monday Monday, how yould could you leave and not take me?

La pioggia cade e io guido.

Ho il parabrezza pieno di foglie secche. Partono i tergicristalli e loro restano lì.

Parto io e finalmente volano via in un turbinìo di colori, nel vento.

Ho sognato che nella mia pastasciutta c’erano fette di ratto. Mi fa male leggere gli articoli di Repubblica prima di andare a dormire.

Un’altra foglia scende da un albero.

Sono le 11:31. Alzo gli occhi e il semaforo diventa verde.

Non c’è tanto traffico oggi.

Trovo parcheggio lontanissimo da dove devo andare, la pioggia batte sul mio ombrellino e le mie scarpe fanno a botte con le pozzanghere che si accumulano sull’asfalto tirato male.

Per un motivo o per l’altro mi innervosisco.

E poi mi ricordo che è lunedì.

Norge

Posted in L'angolo serio... on November 1, 2009 by dissociata

Quanto mi manca la mia Norvegia.

In questi giorni ebbri di nebbia e di profumo mi sento un po’ sola.

Ho guardato su flickr delle foto spettacolari di tantissimi posti che non ho mai visto. Tutti in Norvegia ovviamente.

Sicuramente adesso sarà immersa nella nebbia, bella, immortale. I suoi alberi sussurreranno storie di saghe mitiche, di bellezze, di sangue, di vita, di morte, di codardi e di eroi.

E di nebbia.

Intanto metto delle fotine che ho fatto io quest’estate.

Waiting to see you again…

Ålesund

Ålesund

Mariakirke

Mariakirke, Bergen

Briksdalsbreen

Briksdalsbreen

…As Restriction Is Bled…

Posted in Narratio continua on November 1, 2009 by dissociata

…from the veins of my neck
To drop roses on my marbled breast…

QUANDO FAI COSI’ TI ODIO.

In Your Head

Posted in Narratio continua on October 31, 2009 by dissociata

Per terra c’è una Davidoff e qualche vetro rotto.

L’oleandro oscilla con il vento di ottobre.

Il mio collo chiede pietà, ma io rifiuto, crudele, e affondo i denti.

La cosa che abbiamo perso non l’abbiamo trovata.

Della cosa che io ho perso, non rimane neanche un granello di polvere.

Il cristallo rosso fa bene per occultare gli oscuri fatti che tentano di emergere dall’abisso.

Le cose che vorresti ricordare, le nasconde altrettanto dignitosamente.

Abbiamo trovato anche delle altre cose, cose che si devono nascondere perchè se si vedessero verrebbe giù il mondo. Il segreto del gioco è nascondere.

Ma questa è un’altra storia.

The Ocean – Rhyacian

Posted in poetry and songs on October 29, 2009 by dissociata

A City of the blind
Their vile inhabitants
Abashed by their own lives’
Insignificance
The silent void of cogitations
Absence of signification
Committed to burn twice as long and half as bright
We’re dashing forward with our eyeballs turned inward: until the end of time, the human eye
Staring wide-open into the horror of the mind, shall never ever sleep again

We have awoken from our sleep
Nevermore shall we be unheeding as the flock of sheep
Grazing ingenuously
Living blithely
Roaming insouciantly
Forgetting instantly
Every night
I’m swooping with the vast span of my wings
Into the death-throes of my memory: the eternal scourge of the human mind
I’m wandering in times which are not mine
Terrified of what I’m about to find
I’m trying to stop the past’s rapid flight

I’m wandering in times which are not mine
Lost in between the shit and the shine
The snake of fear creeps into our hearts at night

Subdueing every mind at bedtime
What will it take to arrive
And cease trying to stop the past’s rapid flight?
How much more do I have to go through
To prove myself that I’m still alive?

We are living in pain
The wind of the past will always shake you in the end
We’re waiting for the day
When we will attain the ability to forget
For, every day of our lives, the present is painful
The future unknown
The sting of the past is what makes every moment unbearable
The future is overgrown

Perle di Saggezza

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua, poetry and songs on October 28, 2009 by dissociata

I don’t wanna die on my own here tonight…

Quello che entra nella vostra bocca non può rendervi impuri, è quello che viene fuori dalla vostra bocca che può rendervi impuri. [a parte forse l'acqua di lago...]

There is a charm about the forbidden that makes it unspeakably desirable.

Do you really think it is weakness that yields to temptation?  I tell you that there are terrible temptations which it requires strength, strength and courage to yield to…

Je suis l’Empire à la fin de la décadence.

Vorrei…

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua on October 28, 2009 by dissociata

[avete notato che ultimamente molti dei miei post cominciano con i puntini di sospensione?]

…essere lì, stasera.

Vorrei che certe cose non fossero mai successe.

Vorrei che ne fossero successe altre di più belle.

Vorrei poter non pensare, a volte.

Vorrei poter fumare in camera per farmi l’ultima Davidoff della gioranta, sola con i miei pensieri.

Vorrei che i miei pensieri non mi facessero paura.

E vorrei ricordarmi tante cose che ho fatto.

Vorrei tornare indietro per assaporarmi tutti i momenti, tutti gli sguardi, tutti i baci e tutte le cose che io sola so essere successe. Vorrei assaporare tutte le conversazioni, i segreti, le risate per cose serie ma così comiche che ci facevano piegare in due dal ridere, e più ci faceva male la pancia più ridevamo e più ridevamo più ci faceva male e così via finchè non eravamo sazi di risa.

Vorrei che tu non ti divertissi a rendermi la vita così difficile. Lo sai benissimo e lo fai apposta. Mi fai star male e ne sei solo felice.

Vorrei per una volta poter dire che sono in pace con me stessa, con gli altri, con il cosmo.

Vorrei… questo ultimo vorrei me lo tengo per me, mi sembrerebbe di farmelo scivolare via dalle dita solo a scriverlo, scivolerebbe sui tasti e non ne rimarrebbe più neanche il ricordo. E’ delicato come una farfalla, stringi troppo e muore, troppo poco e vola via.

Non sono mai stata brava a regolare la stretta sui miei desideri. Se ne sono avverati sempre pochi.

Vorrei che le stelle cadenti e le ciglia cadute e i minuti uguali alle ore raccogliessero questi miei desideri e per una volta li facessero avverare tutti.

Mi accontenterei anche di uno o due. Ma soprattutto vorrei che si avverasse l’unico che non ho scritto.

Perchè in fondo, quel desiderio è l’unico degno di avverarsi.

Un Bel Dì Vedremo…

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua on October 27, 2009 by dissociata

…levarsi un fil di fumo
sull’estremo confin del mare.
E poi la nave appare.
Poi la nave bianca
entra nel porto,
romba il suo saluto.

Vedi? È venuto!
Io non gli scendo incontro. Io no.
Mi metto là sul ciglio del colle e aspetto,
e aspetto gran tempo
e non mi pesa,
la lunga attesa.

E uscito dalla folla cittadina,
un uomo, un picciol punto
s’avvia per la collina.
Chi sarà? chi sarà?
E come sarà giunto
che dirà? che dirà?
Chiamerà Butterfly dalla lontana…

… ma tu sai già che non verrà nessuno, vero mia piccola Butterfly?

Sai già che sei da sola.

Sai già che forse, quando tornerai al parcheggio, la macchina non ci sarà più perchè te l’avranno portata via insieme ai libri e agli spartiti di musica. Insieme alle matite colorate e alle penne nere. Insieme al microfono e alle bottiglie d’acqua, ai vecchi giornali e alle felpe dimenticate.

Sai già che l’unica cosa che ti rimane sei te stessa. Ma non sai rimanere in compagnia di te stessa neanche 10 secondi, non ti guardi negli occhi nemmeno 10 secondi quando ti metti il kajal nero per allungare lo sguardo come quello delle gatte languide che si stendono al sole sui tetti, nelle mattine d’estate.

Svegliati, impara a gestirti da sola.

Perchè sai già che sola è esattamente ciò che sei, esattamente tutto ciò che puoi sperare di essere.

Non puoi essere altro che così, quindi ti conviene fartene una ragione e accenderti una sigaretta.

Il tuo fil di fumo sei solamente tu.