Il Comico…

Posted in Narratio continua on November 19, 2009 by dissociata

… è quando stai aspettando con ansia un messaggio,

e quando finalmente il tuo cellulare fa *bipbip*

scopri che chi ti scrive

è nientepopodimenoche

My Nokia.

Per dirti che puoi aggiornare il software del telefono.

Forse ogni tanto mi servirebbe un aggiornamento cerebrale…

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Posted in L'angolo serio..., Narratio continua on November 19, 2009 by dissociata

Le luci delle candele gettavano la loro fiamma ambrata sul tuo viso.

Ti guardavi allo specchio e non sapevi nemmeno più rispondere alla semplice domanda:
Chi sei?

Anche adesso forse non sapresti rispondere con completezza,
ma almeno avresti la consapevolezza di cosa sei,
di cosa vuoi.

Cosa vuoi dalla vita?

Guardati allo specchio e risponditi, non serve che tu parli ad alta voce.
I tuoi occhi ti risponderanno e si risponderanno,
come un’eco che rotola in una vallata.
E tutti leggeranno nei tuoi occhi chi sei,
anche se nemmeno tu lo sai con certezza.

Vedranno nella tua fierezza
la luce riflessa della candela.

Sentiranno il tuo passo sonante,
anche se farai pianissimo,
per non disturbare.

Non disturberai, ma si accorgeranno della tua esistenza,
come ci si accorge di un’orchidea
nonostante non emani alcun profumo.

Quante cose si possono dire senza nemmeno aprire la bocca.

* * *

Intanto,

cammino per sentieri solitari
e nulla sento intorno a me

se non il respiro di Angeli e Demoni

che mi sussurra piano nelle orecchie.
E ascolto.

Die Lotosblume

Posted in Narratio continua, poetry and songs on November 19, 2009 by dissociata

Martedì a canto ho cominciato a studiare Die Lotosblume di Schumann, visto che nel 2010 ci sarà il bicentenario della sua nascita. Il testo è una poesia di Heinrich Heine, e trovo che sia bellissimo!

Die Lotosblume ängstigt
Sich vor der Sonne Pracht,
Und mit gesenktem Haupte
Erwartet sie träumend die Nacht.

Der Mond, der ist ihr Buhle,
Er weckt sie mit seinem Licht,
Und ihm entschleiert sie freundlich
Ihr frommes Blumengesicht.

Sie blüht und glüht und leuchtet,
Und starret stumm in die Höh;
Sie duftet und weinet und zittert
Vor Liebe und Liebesweh.

* * *

The Lotus flower fears
before the sun’s splendour,
and with drooping head
she dreamily awaits the night.

The moon, he is her lover.
He wakes her with his light
and to him she happily unveils
her devoted flower-face.

She blooms and glows and shines
and stares mute in the heavens.
She exhales and weeps and trembles
with love and love’s pain.

To Die For

Posted in Narratio continua on November 18, 2009 by dissociata

Che carine che sono.

Sono più belle per terra.

Il fumo della mia sigaretta rincorre il vento e si fonde con la nebbia.

Da questa altezza posso farmi molto male.

E gli occhi chiusi fanno sbavare la matita.

Ma mi dimentico anche di questo.

Il Tramonto degli Dèi

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua, poetry and songs on November 17, 2009 by dissociata

Un’alba estenuata
sparge per i campi
la malinconia
dei soli morenti.
La malinconia
culla con dolci canti
il mio cuore in oblìo
nei soli morenti.
E strani
sogni,
simili a soli
che muoiono sui greti,
fantasmi vermigli,
sfilano senza tregua,
sfilano, simili
a grandi soli
che muoiono sui greti.

P. Verlaine

Oggi muore il dio che avevo fatto di te.

Oggi muore la speranza che in te avevo riposto.

Oggi ho scritto e firmato la dichiarazione di guerra,
e la vedrai scritta col sangue sui muri di tutte le case,
e gli alberi la canteranno quando il vento li accarezzerà.
La leggerai negli occhi dei bambini e la sentirai nei gemiti dei vecchi morenti.
E’ l’ora che ai malati i dolori s’inaspriscono…

* * *

Nel frattempo tu mi parli senza aprire bocca, senza dire una parola.
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Choke

Posted in poetry and songs on November 16, 2009 by dissociata

Oggi ho finito questo libro:

Leggetelo. Amatelo.

Until you find something to fight for, you settle for something to fight against…

Decisioni

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua on November 12, 2009 by dissociata

Ho deciso di cominciare a leggere i libri di Chuck Palahniuk.

Ho deciso che oggi pomeriggio andrò a comprare almeno Fight Club, Choke, Survivor e Haunted.

Ho deciso di buttarmi nel mio abisso personale, e di vedere se riuscirò, così, mettendomi nella peggiore situazione possibile, a venirne fuori.

Ho deciso di non mescolare il mio sangue con il sangue altrui.

Ho deciso di non fare come i pesci fangosi che inquinano le acque altrimenti pulite dei laghi, dei fiumi, dei mari.

Ho deciso di non accontentarmi.

Ho deciso.

* * *

E nel frattempo mi dibatto in mari troppo grandi per me,
in oceani
che pur essendo salati non possono sostenermi
E vado giù, giù, sempre più giù
e l’aria nei polmoni mi sembra pesante come piombo
e tu come sempre sadicamente ridi dei miei sforzi
sapendo benissimo come aiutarmi ma scegliendo deliberatamente di non fare niente.
E mentre scendo verso il fondo ti guardo, vedo il tuo ghigno
ammiccante, sguaiato
e non vedo l’ora di marchiare a fuoco sulla mia pelle
la dichiarazione di guerra.
Prima o poi la firmerò,
e allora la vedrai scritta col sangue sui muri di tutte le case,
gli alberi la canteranno quando il vento li accarezzerà,
la leggerai negli occhi di tutte le persone che incontrerai,
e saprai che ti sei messo contro qualcosa di molto più grande di te.
Saprai cos’hai scelto di buttare via,
vedrai il diamante che hai preso per zircone.
La durezza del diamante
saprà spezzare facilmente tutti i tuoi fragili specchi, le tue squallide illusioni, i tuoi trucchetti da quattro soldi.
E di te nulla rimarrà
se non qualche coccio in cui le peggiori parti di te
si rifletteranno penosamente.
Allora,
basterà solo che un debole raggio di luce cada in modo sbagliato
su un frammento solitario
per fare anche dello specchio più ingannevole
una semplice scheggia di vetro.

Prima o poi scriverò la dichiarazione di guerra, e allora comincerai a temere il predatore che hai scambiato per preda innoffensiva.

Saprai guardare nell’occhio del ciclone
come guardavi nei miei occhi
quando ancora li ritenevi giochi di immagini,
riflessi,
inganni,
quando ancora per te erano vuoti?

“I moli sono più tristi quando attracca la sera”.

Send me a postcard and tell me you’re sorry
Maybe then I’ll forget what you did to me
And stop loving you for it.

Tuesday Bloody Tuesday

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua, poetry and songs on November 10, 2009 by dissociata

Fumo l’ultima sigaretta del pacchetto di Chesterfield rosse mentre cammino sul prato.

Sono quasi le due ma il sole è già pigro come nelle più calde sere d’estate.

I colori delle foglie brillano d’una luce languida e un poco inquietante.
Brillano di rosso come quelle lanterne cinesi che si vedono ogni tanto in qualche strada, davanti ai ristoranti. Come se qualcuno avesse acceso una candela dietro ad ogni foglia.
Si vedono tutte le loro venature, come sulle braccia delle persone troppo magre, come se fossero pelli di tamburo tirate troppo.

Gèmmea l’aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore…

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. È l’estate,
fredda, dei morti.

Le nuvole si inseguono e giocano nel vento.

Spengo la sigaretta nel fango e penso al Signore delle Mosche.

Giusto stamattina una mosca mi era entrata in macchina al semaforo, e un’altra ancora mi aiutava a sconfiggere la noia del terribile studio della Biologia Molecolare in biblioteca.

L’equilibrio del cosmo è qualcosa di imperscrutabile.

Mi viene in mente Crash.

E’ uno degli innumerevoli film che non guarderò mai, ma la sua storia mi sembra quanto mai azzeccata in una giornata come questa.

Il bicchiere di assenzio mi sorride con la sua brillantezza opalescente mentre spengo la sigaretta nel fango.

Qualche foglia cade e io soffio via i capelli dalla dispensa.

In giornate come questa mi sembra di vivere in una poesia di Pascoli, mi sembra che infinite siano le corrispondenze tra i fatti e gli elementi e le più piccole casualità sono come i sistri di Iside, dolci e sinistri.

Il rio scorre sotto i miei piedi ma le sue acque non sono nè chiare, nè fresche.
Sono dolci, questo sì.
Emanano un odore dolciastro, come l’acqua di palude o come la frutta putrefatta.

In giornate come questa cammino guardandomi in giro, attenta ai più piccoli dettagli, per ubriacarmi di corrispondenze e risonanze.

E vorrei occultarmi dal mondo, almeno per un giorno.

Non so davvero spiegare perchè continui a scrivere qui e non altrove, perchè continui a lanciare le mie piccole briciole di pane nell’infinità dello spazio virtuale.

La cicatrice del tuo morso sul collo mi fa male, la sento in rilievo. Stanotte ho sognato che mi scarificavo una conchiglia su un polso. Anche il suono del tuo morso sembrava un sistro argentato, aveva il suono delle porte degli Inferi che si aprono cigolando. Aveva il sapore di un frutto putrefatto, come l’acqua del rivo. Risuonava nella notte come le cavigliere delle danzatrici orientali, aveva l’odore dell’incenso fragrante, era dolce come una pipa di oppio fumata su un letto rivestito di seta cinese.

Il sole cala lento tra le case, sembra una goccia di sangue brillante, vivo.

Non sprecarmi, dice, non buttarmi via così.

E forse non è l’unico a parlarmi con queste parole.

I wanna do bad things with you.

Posted in Narratio continua on November 9, 2009 by dissociata

Giocare a drinking poker fino alle 6 e mezza di mattina (e perdere tutte le mani tranne due) non ha prezzo.

Mangiare una costata da 6 etti all’una e mezza di notte non ha prezzo.

Fare tutto ciò davanti al fuoco, fumando e ridendo in compagnia non ha prezzo.

Tenetevi le vostre MasterCard!

Giovedì

Posted in Narratio continua, poetry and songs on November 5, 2009 by dissociata

Mi districo nel traffico cittadino. Nelle mie orecchie risuona Falla Girare.

Schivo le macchine dalle strisce pedonali.

Ho freddo alle mani perchè non trovo i guanti.

Ma nulla è più freddo di te.

Nemmeno l’inferriata del mio cancello in questa gelida serata di novembre.

Dentro di me oggi canta una poesia di Verlaine.

Il titolo mi sfugge. Ma è bella.

Vedo lei che si accascia sulla mia gonna di pizzo nera, e dorme.

Beata lei che tutto il giorno dorme!

A volte vorrei

dormire per un po’

e poi svegliarmi e ricominciare tutto da capo.

So was I once myself a swinger of birches;
And so I dream of going back to be.
It’s when I’m weary of considerations,
And life is too much like a pathless wood
Where your face burns and tickles with the cobwebs
Broken across it, and one eye is weeping
From a twig’s having lashed across it open.
I’d like to get away from earth awhile
And then come back to it and begin over.

R. Frost