Mi districo nel traffico cittadino. Nelle mie orecchie risuona Falla Girare.
Schivo le macchine dalle strisce pedonali.
Ho freddo alle mani perchè non trovo i guanti.
Ma nulla è più freddo di te.
Nemmeno l’inferriata del mio cancello in questa gelida serata di novembre.
Dentro di me oggi canta una poesia di Verlaine.
Il titolo mi sfugge. Ma è bella.
Vedo lei che si accascia sulla mia gonna di pizzo nera, e dorme.
Beata lei che tutto il giorno dorme!
A volte vorrei
dormire per un po’
e poi svegliarmi e ricominciare tutto da capo.
So was I once myself a swinger of birches;
And so I dream of going back to be.
It’s when I’m weary of considerations,
And life is too much like a pathless wood
Where your face burns and tickles with the cobwebs
Broken across it, and one eye is weeping
From a twig’s having lashed across it open.
I’d like to get away from earth awhile
And then come back to it and begin over.
R. Frost








