La domenica è sempre un giorno malinconico.
Oggi lo è particolarmente, forse anche grazie al tempo uggioso.
E mi prendono i ricordi.
Ricordi che si perdono nella nebbia e nei prati.
Sembra tutto successo una vita fa…
E mi sembra così strano che quella possa essere stata la mia vita.
E’ strano…
Ma da un lato mi manca.
E poi ci sono altri ricordi, che mi sembrano ugualmente lontani nel tempo,
ricordi dolci e amari insieme,
ricordi di laghi,
e prati di notte,
e stelle lucenti e cadenti,
[come lacrime scintillanti nel cielo luminoso]
e sedie di legno e tavoli sbilenchi,
[su cui poggiavano bicchieri di assenzio e sigarette mezze spente]
notti amanti,
giorni ebbri e nebulosi,
sere chiare e dolci,
mattine calde di sonno,
macchine e bicchieri,
sangue e baci,
[segreti sussurrati alla bocca]
erba umida e zanzare fastidiose,
e paesaggi,
paesaggi,
[...cieli e colline, e prati, e nubi, e lune piene e calanti, crescenti, lune nuove, lune pallide, stelle e satelliti, acque ridenti, montagne severe, fiordi, golfi, acque profonde, acque fredde, acque scivolose, emisferi lontani, aurore boreali...]
paesaggi.

E noi seduti
sul trono triste che è
la bellezza del mondo,
la bellezza del mondo di notte
quando nessuno oltre a noi lo guardava.
E il tempo pareva fermarsi.
Si tornava a casa alle tre,
stanchi,
felici,
ubriachi,
arrabbiati,
riflessivi,
grandi e immaturi,
o piccoli e saggi.
E si sapeva che il giorno dopo
sarebbe stato lo stesso,
e ci sarebbero stati altri paesaggi,
e altre musiche ad accompagnarli.
[...il Clair De Lune a Castel San Pietro...]

Si viveva di giorno
per godersi di più la notte.
Il tuo ricordo in me brilla come un ostensorio…