Le tue catene mi tengono giù.
Mi hai spezzato le ali.
Cerco di dibattermi,
di volare ancora,
ma sono penosa
come una rondine in gabbia.
Forse ora non è ancora tempo.
Ma io sono nata libera,
e libera devo tornare.
Le tue catene mi tengono giù.
Mi hai spezzato le ali.
Cerco di dibattermi,
di volare ancora,
ma sono penosa
come una rondine in gabbia.
Forse ora non è ancora tempo.
Ma io sono nata libera,
e libera devo tornare.
Vado benissimo per riempire le giornate.
Poi quando davvero scende il buio,
ciao, saluti, fottesega.
Ma in fondo
va bene così,
e tu mi saluti accarezzandomi le guance,
e penso che potrei volerti
davvero tanto bene,
ma non è il momento.
Sei la persona meno adatta
a sollevare il morale
che io conosca.
Ti si apre il cuore
e tu rispondi a monosillabi.
Mai una parola
che già non fosse stata detta
dalla mia interiorità
dilaniata.
Quando qualcuno ha un problema,
a meno che tu non sia
in particolari condizioni,
sei la fiera della banalità.
Eppure
sei il primo a cui penso
se sono triste
e ho bisogno di parlare.
Anche solo per sfogarmi.
Perchè so che tu ascolti,
e ogni tanto
il tuo sguardo triste
quando tutti fingiamo
di essere felici
mi fa credere
che tu stia pensando
a quello che ti ho detto.
O forse
stai fingendo anche tu,
ma a me piace ancora
tanto
illudermi.
“Non essere triste…”
Stringimi forte, sarà così domani.
C’è un tombino,
sotto casa mia.
Mi piace,
quando torno a casa ogni sera,
cercare di farci cadere dentro
dei sassolini.
Tipicamente penso a una domanda
da fare al cosmo,
o penso a un desiderio,
e se il sassolino entra
penso che si potrà esprimere,
altrimenti no.
Ma la morale di questa storiella
è che, qualunque cosa chieda,
è sempre
un ennesimo desiderio
che va a finire nella fogna.
Amore mio fortissimo, legami stretto a te, con un nodo scorsoio che se solo ci provo si stringe e ci muoio…

Le ragazze più felici
sono le belle e stupide.
Tutti vogliono loro bene,
tutti sono ben disposti nei loro confronti.
Questo perchè sono bellissime.
E a loro volta,
perchè sono stupide,
amano tutti dell’amore che hanno i bambini,
come se il mondo fosse assolutamente
bello e buono,
come se tutto girasse intorno alla loro bellezza.
Per loro è facilissimo amare gli altri.
E questo le rende a loro volta
amabili agli occhi altrui.
E se qualche volta qualcuna avrà un vizietto,
sarà un po’ scontrosa,
sicuramente troverà chi la giustificherà dicendo
“Ma è così bella…”.
Voglio rinascere bellissima e stupida.
Così anche il mondo sembrerà sempre bello.
E tutti mi vorranno bene. E se non sarà così,
sarò troppo stupida per accorgermene.
Quello che ho scoperto oggi
è stata una sberla in faccia.
Hai pochi anni più di me.
Ma io non voglio crescere.
Io voglio la mia libertà.
Devo ancora trovare le mie ali.
Come fai a fare tutto così alla leggera?
Che senso, che impressione.
Non voglio che le cose cambino
così tanto.
Io voglio prima trovare la mia strada…
E quello che mi hai detto ieri
mi ha fatto piacere.
Ma non posso crederci.
Continuiamo a starci male.
Facciamo finta che vada tutto bene,
tanto le sclerate che faccio io a te
e quelle che tu fai a me sono identiche.
Come due muri che sbattono con violenza
l’uno contro l’altro.
La cosa che mi fa paura
è che prima o poi uno dei due
cederà.
E cadrà addosso all’altro.
Staremo a vedere
se il muro rimanente
sarà abbastanza forte,
dopo tutti gli scontri,
dopo tutte le crepe
mal saldate,
per reggere il peso
di entrambi.
Sarebbe molto più semplice
sostenerci a vicenda.
Non lasciarmi mai andare.