Strange Days
Strange days
In questi giorni l’aria di mattina è chiara com’è nelle sere d’estate. Le sere sono piene di foschia come le mattine d’inverno. Le foglie crepitano sotto i miei passi.
Trascorro le mie giornate ebbra di fumi e ricordi e residui di allegrezza delle sere precedenti.
La fiamma dell’accendino mi rischiara i pensieri.
Mi sembra di avere un amante segreto, e il suo nome è Jean Floressas des Esseintes.
La sua storia mi sembra scritta dal mio migliore amico.
Cammino per la strada e i fumi di smog mi sembrano incensieri fragranti. Le sere libertine sono diventate la mia sostanza.
Canto l’Ave Maria e Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen, fumando Davidoff e guardando una bottiglia di pseudo-assenzio nel posto del passeggero della mia macchina. Mi si dice che la mia macchina tira. Mi immagino un duetto voce-chitarra per l’Ave Maria, e l’idea mi piace assai.
Queste giornate sono fatte di sole ambrato, di specchi che si riflettono gli uni negli altri, sono fatte di sangue e dolore e cocktail in bicchieri alti più della mia mano.
Sono fatte di messaggi scritti per sbaglio, di parole non dette apposta, di occhi mezzichiusi e bocche semiaperte.
Sono fatte di segreti non detti all’orecchio e parole non dette con la bocca.
Sono fatte di messaggi in bottiglie, scritti sui cartoni della pizza.
Sono fatte di piccole bugie che racchiudono grandi verità.
Sono fatte di borse grandi, con dentro tutto ciò che si possa desiderare, e di mani e persone piccole che poco riescono a tenere.
Dopo, guardo altre macchine passare per strade deserte e scarsamente illuminate, mentre nascondo cose che non si devono vedere, e non trovo più la mia sciarpa. Trovo la sciarpa, e le cose restano nascoste come dovrebbero essere.
Le anatre ridono e il sole scende.
Torno a casa di notte e nel mio parcheggio solitario mi sembra che le altre macchine siano finte. Spengo la radio da cui ascolto i Coldplay, e rimango un po’ in macchina. Mi fumo l’ultima sigaretta.
A letto, guardo il soffitto. I miei sogni sono strani come questi giorni.
Ma nonostante ciò
sono insoddisfatta
e ho deciso di appendermi sopra al letto
la cartina di Bergen.
Votre âme est un paysage choisi
Que vont charmant masques et bergamasques
Jouant du luth et dansant et quasi
Tristes sous leurs déguisements fantasques.
Tout en chantant sur le mode mineur
L’amour vainqueur et la vie opportune,
Ils n’ont pas l’air de croire à leur bonheur
Et leur chanson se mêle au clair de lune,
Au calme clair de lune triste et beau,
Qui fait rêver les oiseaux dans les arbres
Et sangloter d’extase les jets d’eau,
Les grands jets d’eau sveltes parmi les marbres.
Paul Verlaine – Clair de Lune
P.S. Di tutte le versioni esistenti di Clair de Lune, questa non è quella che preferisco, ma trovo che il video sia molto carino. Enjoy.
October 19, 2009 at 11:51 pm
Leggere queste parole fa pensare all’inizio a Petrarca, alla fine quasi a Buzzati: due autori immensi, eppure apparentemente agli antipodi.
Te lo ricordi, quel caro stercoribus infersa? Sempre martellante nel cervello quasi fosse un incubo, quasi che mi nascondessi dietro le canne immense di un organo che non sarà mai mio, quasi che con fumi d’incenso cercassi sempre di nascondere quell’odore acre di inadeguatezza che tu sai, e che tu sola sei in grado di capire.
Questa sera ero da solo, ho fumato sempre e solo sigarette dal doppio filtro argentato (esistono forse altre sigarette? si, ma anche questo è un copione da rispettare) e ho vinto la tremenda timidezza che separa le mie dita troppo stanche dalla membrana del microfono, che non perdona mai, nulla.
Ho suonato per te, l’ultima volta che ho suonato per qualcuno tu sola immagini per chi sia stato.
Potrei anche scrivere qui cosa ho suonato, ma non lo farò, credo che te lo dirò a voce, o forse non ti dirò proprio niente e ti lascerò solo un disco con un’unica traccia di 21 minuti e 44 secondi.
qu’il n’y pas de vraie musique sans arrière pensée.
Siamo sempre più vicini al crepuscolo, quando finirà tutto non ci faremo trovare impreparati.
“Sappiate cosa vi sta davanti agli occhi, e quello che vi è nascosto vi sarà rivelato.
Perché nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato”
(D.A.T.)
Tutto il resto sono solo rovine, e penne d’aquila.
Mi basterà solo un tuo pensiero, quando correrai con la vista su queste righe.
Ewig dein
Johannes de Silentio, o se ne merito l’onore
J.F. dE.
October 22, 2009 at 11:33 pm
Qualunque cosa avrai suonato, sarò più che onorata di ascoltarla.
E sapevo che tu solo avresti capito il senso di questo post… Non per niente il tuo è stato il primo commento dopo mesi e mesi di silenzio qui.
Sono contenta che tu sia stato l’unico a commentare, perchè sei anche l’unico in grado di dare una risposta sensata alle mie righe sgangherate.
Ti voglio tanto bene, e ti ringrazio.
F.