Vorrei…

[avete notato che ultimamente molti dei miei post cominciano con i puntini di sospensione?]

…essere lì, stasera.

Vorrei che certe cose non fossero mai successe.

Vorrei che ne fossero successe altre di più belle.

Vorrei poter non pensare, a volte.

Vorrei poter fumare in camera per farmi l’ultima Davidoff della gioranta, sola con i miei pensieri.

Vorrei che i miei pensieri non mi facessero paura.

E vorrei ricordarmi tante cose che ho fatto.

Vorrei tornare indietro per assaporarmi tutti i momenti, tutti gli sguardi, tutti i baci e tutte le cose che io sola so essere successe. Vorrei assaporare tutte le conversazioni, i segreti, le risate per cose serie ma così comiche che ci facevano piegare in due dal ridere, e più ci faceva male la pancia più ridevamo e più ridevamo più ci faceva male e così via finchè non eravamo sazi di risa.

Vorrei che tu non ti divertissi a rendermi la vita così difficile. Lo sai benissimo e lo fai apposta. Mi fai star male e ne sei solo felice.

Vorrei per una volta poter dire che sono in pace con me stessa, con gli altri, con il cosmo.

Vorrei… questo ultimo vorrei me lo tengo per me, mi sembrerebbe di farmelo scivolare via dalle dita solo a scriverlo, scivolerebbe sui tasti e non ne rimarrebbe più neanche il ricordo. E’ delicato come una farfalla, stringi troppo e muore, troppo poco e vola via.

Non sono mai stata brava a regolare la stretta sui miei desideri. Se ne sono avverati sempre pochi.

Vorrei che le stelle cadenti e le ciglia cadute e i minuti uguali alle ore raccogliessero questi miei desideri e per una volta li facessero avverare tutti.

Mi accontenterei anche di uno o due. Ma soprattutto vorrei che si avverasse l’unico che non ho scritto.

Perchè in fondo, quel desiderio è l’unico degno di avverarsi.

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