Perle di Saggezza

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua, poetry and songs on October 28, 2009 by dissociata

I don’t wanna die on my own here tonight…

Quello che entra nella vostra bocca non può rendervi impuri, è quello che viene fuori dalla vostra bocca che può rendervi impuri. [a parte forse l'acqua di lago...]

There is a charm about the forbidden that makes it unspeakably desirable.

Do you really think it is weakness that yields to temptation?  I tell you that there are terrible temptations which it requires strength, strength and courage to yield to…

Je suis l’Empire à la fin de la décadence.

Vorrei…

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua on October 28, 2009 by dissociata

[avete notato che ultimamente molti dei miei post cominciano con i puntini di sospensione?]

…essere lì, stasera.

Vorrei che certe cose non fossero mai successe.

Vorrei che ne fossero successe altre di più belle.

Vorrei poter non pensare, a volte.

Vorrei poter fumare in camera per farmi l’ultima Davidoff della gioranta, sola con i miei pensieri.

Vorrei che i miei pensieri non mi facessero paura.

E vorrei ricordarmi tante cose che ho fatto.

Vorrei tornare indietro per assaporarmi tutti i momenti, tutti gli sguardi, tutti i baci e tutte le cose che io sola so essere successe. Vorrei assaporare tutte le conversazioni, i segreti, le risate per cose serie ma così comiche che ci facevano piegare in due dal ridere, e più ci faceva male la pancia più ridevamo e più ridevamo più ci faceva male e così via finchè non eravamo sazi di risa.

Vorrei che tu non ti divertissi a rendermi la vita così difficile. Lo sai benissimo e lo fai apposta. Mi fai star male e ne sei solo felice.

Vorrei per una volta poter dire che sono in pace con me stessa, con gli altri, con il cosmo.

Vorrei… questo ultimo vorrei me lo tengo per me, mi sembrerebbe di farmelo scivolare via dalle dita solo a scriverlo, scivolerebbe sui tasti e non ne rimarrebbe più neanche il ricordo. E’ delicato come una farfalla, stringi troppo e muore, troppo poco e vola via.

Non sono mai stata brava a regolare la stretta sui miei desideri. Se ne sono avverati sempre pochi.

Vorrei che le stelle cadenti e le ciglia cadute e i minuti uguali alle ore raccogliessero questi miei desideri e per una volta li facessero avverare tutti.

Mi accontenterei anche di uno o due. Ma soprattutto vorrei che si avverasse l’unico che non ho scritto.

Perchè in fondo, quel desiderio è l’unico degno di avverarsi.

Un Bel Dì Vedremo…

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua on October 27, 2009 by dissociata

…levarsi un fil di fumo
sull’estremo confin del mare.
E poi la nave appare.
Poi la nave bianca
entra nel porto,
romba il suo saluto.

Vedi? È venuto!
Io non gli scendo incontro. Io no.
Mi metto là sul ciglio del colle e aspetto,
e aspetto gran tempo
e non mi pesa,
la lunga attesa.

E uscito dalla folla cittadina,
un uomo, un picciol punto
s’avvia per la collina.
Chi sarà? chi sarà?
E come sarà giunto
che dirà? che dirà?
Chiamerà Butterfly dalla lontana…

… ma tu sai già che non verrà nessuno, vero mia piccola Butterfly?

Sai già che sei da sola.

Sai già che forse, quando tornerai al parcheggio, la macchina non ci sarà più perchè te l’avranno portata via insieme ai libri e agli spartiti di musica. Insieme alle matite colorate e alle penne nere. Insieme al microfono e alle bottiglie d’acqua, ai vecchi giornali e alle felpe dimenticate.

Sai già che l’unica cosa che ti rimane sei te stessa. Ma non sai rimanere in compagnia di te stessa neanche 10 secondi, non ti guardi negli occhi nemmeno 10 secondi quando ti metti il kajal nero per allungare lo sguardo come quello delle gatte languide che si stendono al sole sui tetti, nelle mattine d’estate.

Svegliati, impara a gestirti da sola.

Perchè sai già che sola è esattamente ciò che sei, esattamente tutto ciò che puoi sperare di essere.

Non puoi essere altro che così, quindi ti conviene fartene una ragione e accenderti una sigaretta.

Il tuo fil di fumo sei solamente tu.

Perchè…

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua on October 27, 2009 by dissociata

…devi dirmi queste cose che mi tolgono il fiato?

Me lo tolgono perchè sono belle.

Sono belle ma anche terribili.

Sono belle e terribili, e maledetto te che mi fai sperare, sempre sperare per niente. E’ un lusso che non posso permettermi. Tu me lo fai dimenticare, come chi va al bar senza soldi perchè pensa che tanto qualcuno che gli offre un caffè ci sarà, perchè spera di trovare un euro nel portafoglio.

Io sono squattrinata, ma spero, spero e piano piano divento blu perchè non riesco più a respirare, e non riesco a prendere fiato e l’aria mi esce dai polmoni e non vuole più rientrare.

Il taglio del vetro sui polsi si riapre. Lecco il sangue e il gusto è divino.
Ribadisci scrivendo quello che mi hai detto e tutto si ferma.

Due secondi dopo ti comporti come se niente fosse, come se non fosse mai successo niente. Come se nulla di ciò che sappiamo esistesse.

Come se quelle cose, dette in quelle sere fossero state solo una mia grande visione, un delirio, un’allucinazione.

Forse è davvero così.

Continuo a leccarmi il sangue, e più lo lecco e più ne esce, e più ne esce più mi sento debole e mi diverto a vedere che ti contorci nello spasmo di smettere ma non riesci. Tu non riesci a smettere e non ci riesco neanche io.

Il fiume scorre pigro nel suo argine. Il sangue scorre pigro nelle mie vene.

Solo una cosa che io so potrebbe farmelo ribollire di nuovo, potrebbe risvegliare la tempesta che ho dentro e che da troppo tempo dorme.

Sai sempre come farmi sentire la più grande delle nullità, la più importante in una serie di niente che ti diverti a collezionare.

Forse un giorno appenderai anche me sul tuo camino, tra i tuoi trofei.

O forse mi nasconderai in cantina e l’intera faccenda si inabisserà nel nulla.

Si è fatto oscenamente tardi (o oscenamente presto?) e non me ne sono nemmeno accorta. E’ il tuo modo di divorare i miei pensieri, anche se sicuramente starai dormendo sereno. Ti immagino mentre ridi della tua crudeltà dormiente.

La mia tempesta, per ora, continua il suo letargo.

Delirium Tremens

Posted in L'angolo serio..., Narratio continua on October 26, 2009 by dissociata

Bevo sangue e acqua di lago.

I bicchieri si rompono e l’unica cosa che faccio è ridere mentre mi tolgo dai polsi le schegge di vetro.

Ti bacio nell’ombra ma poi non mi ricordo nulla.

Mi baci nell’ombra e sarebbe meglio che non lo facessi.

I tuoi baci non sono di quelli che si danno con la bocca.
Sono sussurrati all’orecchio, come un piccolo segreto o una grande bugia.

La strada per il cimitero è piena di semafori. Arrivo e non c’è parcheggio, poi all’ultimo momento vedo un posto e mi ci butto. Cammino tra i cipressi e un brivido mi corre per la schiena.

Salgo sull’autobus. Scendo dall’autobus. Canto per pochi, mi diverto e poi mi piove dentro come sempre.

Guardo foto che mi commuovono.

La cera calda mi brucia. Ma mi piace.

I carabinieri non mi fermano, e ho il naso sporco ancora di sangue.

Scambi le tue cose con le mie e perdi le tue, poi le ritrovi e tutto torna come prima. Ma per un attimo è come se le nostre vite si fossero scambiate.

Finisco le sigarette, vado a comprare un nuovo pacchetto. Da oggi il pacchetto bianco è anche nel distributore vicino a casa.

L’acqua del lago mi fa strani effetti, sogno gente che brucia e che viene sotterrata, nuda, urlante. La mattina mi sveglio ed è come se non fosse successo niente.

Quante cazzate sono venute fuori ieri sera? Troppe. Rifacciamolo.

Sulla strada per il cimitero mi era venuta in mente una cosa intelligente da scrivere qui, e mi sono sentita bene come chi risponde argutamente a una battuta o a un’osservazione. Ovviamente ora ho dimenticato ciò che volevo scrivere. La prossima volta mi farò un appunto sul cellulare, come quelle mattine in autobus in cui la città era ancora buia e gli unici suoni che percepivo erano le mie dita sul cellulare e la mia musica nelle cuffie dell’iPod.

Quelle mattine in cui ancora non era successo niente e continuava a non succedere niente.

Mi dicono che miglioro e forse è davvero così.

Ma non ho ancora appeso la cartina di Bergen sopra il mio letto.

Nordfjord

Nordfjord, Norge

Ovviamente

Posted in L'angolo serio... on October 24, 2009 by dissociata

Appena ti ho visto mi hai fatto pentire di essermela presa.

Ma di questa notte nessuno saprà mai niente.

Rimarrà nel fumo come noi fuori dal locale.

E, tra parentesi, la cosa che ti ho scritto la penso davvero.

Ma anche di questo non saprai mai nulla.

Resterà tutto nel fumo.

Come noi fuori dal locale.

E oggi mi fa male il collo.

Ma sono felice.

Giornata Qualunque

Posted in L'angolo serio... on October 23, 2009 by dissociata

Sarei dovuta rimanere a studiare in università oggi.

Ma non è stato così.

Ho preso la macchina, ho accompagnato l’amica A. in stazione (ma questa è un’altra storia) e poi sono andata in centro.

Intanto tu mi hai fatto incazzare… Perchè devi sempre pensare solo ed esclusivamente a te stesso? Non sai che al mondo ci sono anche altre persone?

Ogni tanto mi chiedo come mai non abbiamo ancora litigato. Ma anche questa è un’altra storia.

Dopo pranzo abbiamo fatto un incontro.

E poi un altro, questo un po’ più serio. E abbiamo a lungo parlato del senso della vita e di cose troppo grandi per noi che probabilmente non capiremo mai.

Questo pomeriggio mi ha dato molte soddisfazioni, ma ormai mi sento piovere dentro.

Benighted (Opeth cover) by Northern Gate

Posted in Narratio continua on October 22, 2009 by dissociata

Sul nostro space trovate finalmente la nostra versione di Benighted degli Opeth!

Mi raccomando ascoltatela sul player ad alta qualità :D

Enjoy!

Strange Days

Posted in Narratio continua, poetry and songs on October 19, 2009 by dissociata

Strange days

In questi giorni l’aria di mattina è chiara com’è nelle sere d’estate. Le sere sono piene di foschia come le mattine d’inverno. Le foglie crepitano sotto i miei passi.

Trascorro le mie giornate ebbra di fumi e ricordi e residui di allegrezza delle sere precedenti.

La fiamma dell’accendino mi rischiara i pensieri.

Mi sembra di avere un amante segreto, e il suo nome è Jean Floressas des Esseintes.
La sua storia mi sembra scritta dal mio migliore amico.

Cammino per la strada e i fumi di smog mi sembrano incensieri fragranti. Le sere libertine sono diventate la mia sostanza.

Canto l’Ave Maria e Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen, fumando Davidoff e guardando una bottiglia di pseudo-assenzio nel posto del passeggero della mia macchina. Mi si dice che la mia macchina tira. Mi immagino un duetto voce-chitarra per l’Ave Maria, e l’idea mi piace assai.

Queste giornate sono fatte di sole ambrato, di specchi che si riflettono gli uni negli altri, sono fatte di sangue e dolore e cocktail in bicchieri alti più della mia mano.

Sono fatte di messaggi scritti per sbaglio, di parole non dette apposta, di occhi mezzichiusi e bocche semiaperte.
Sono fatte di segreti non detti all’orecchio e parole non dette con la bocca.
Sono fatte di messaggi in bottiglie, scritti sui cartoni della pizza.

Sono fatte di piccole bugie che racchiudono grandi verità.

Sono fatte di borse grandi, con dentro tutto ciò che si possa desiderare, e di mani e persone piccole che poco riescono a tenere.

Dopo, guardo altre macchine passare per strade deserte e scarsamente illuminate, mentre nascondo cose che non si devono vedere, e non trovo più la mia sciarpa. Trovo la sciarpa, e le cose restano nascoste come dovrebbero essere.

Le anatre ridono e il sole scende.

Torno a casa di notte e nel mio parcheggio solitario mi sembra che le altre macchine siano finte. Spengo la radio da cui ascolto i Coldplay, e rimango un po’ in macchina. Mi fumo l’ultima sigaretta.

A letto, guardo il soffitto. I miei sogni sono strani come questi giorni.

Ma nonostante ciò
sono insoddisfatta
e ho deciso di appendermi sopra al letto
la cartina di Bergen.

Votre âme est un paysage choisi
Que vont charmant masques et bergamasques
Jouant du luth et dansant et quasi
Tristes sous leurs déguisements fantasques.

Tout en chantant sur le mode mineur
L’amour vainqueur et la vie opportune,
Ils n’ont pas l’air de croire à leur bonheur
Et leur chanson se mêle au clair de lune,

Au calme clair de lune triste et beau,
Qui fait rêver les oiseaux dans les arbres
Et sangloter d’extase les jets d’eau,
Les grands jets d’eau sveltes parmi les marbres.

Paul Verlaine – Clair de Lune

P.S. Di tutte le versioni esistenti di Clair de Lune, questa non è quella che preferisco, ma trovo che il video sia molto carino. Enjoy.

Settimana Surreale

Posted in Narratio continua on October 17, 2009 by dissociata

E’ stata una settimana surreale.

Partita bene, finita male. Come tutte le cose.

Requiem aeternam dona eis, Domine.

E in tutto ciò, la cosa che mi fa più male
è la cartina di Bergen
di fianco alla mia dispensa di Biologia Molecolare.